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Bonus casa, gli sconti ordinari guardano già alle proroghe per il 2022

Dagli arredi alle facciate a fine anno scadono tutte le detrazioni dal 50 al 90%. La partita della proroga (o restyling) si giocherà con la legge di Bilancio

Un anno ancora di superbonus, poi l’incertezza

Alla fine la proroga al superbonus per l’anno prossimo e in alcuni casi anche per il 2023, è arrivata ed è stata approvata anche dalla Commissione europea che, con il suo via libera, permette di rifinanziare l’incentivo. Per ciò che riguarda i lavori da effettuare, infatti, potranno allungare i tempi sia i condomini che gli enti e i privati, ma con tempistiche diverse a seconda dei casi.

Da un punto di vista economico, invece, dopo le incertezze degli ultimi giorni il 13 luglio scorso il Consiglio Economia e Finanza dell’Unione Europea ha dato l’ok al Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (Pnrr), liberando, nei fatti, la possibilità di mantenere per tutto il 2022 e il 2023 lo sconto in fattura e la cessione del credito. Le due opzioni centrali del superbonus 110%, infatti, erano vincolate all’approvazione dei piani e allo sblocco dei fondi europei, unica opzione che avrebbe dato la possibilità di continuare a trasformare le spese realizzate in moneta fiscale, scambiando i crediti maturati. Fino ad ora tutto era fermo al decreto legge 6 maggio 2021, numero 59 convertito in legge a giugno e pubblicato a luglio in Gazzetta Ufficiale, contenente le “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti”, che aveva specificato le proroghe del superbonus 110%, ma senza menzionare direttamente la possibilità di estendere, oltre alla detrazione anche le due misure chiave dell’incentivo dedicato alla riqualificazione ed efficientemento energetico: sconto in fattura e cessione del credito.

Ora tutto cambia e se su questo punto continua, per ora, a far fede la normativa in vigore che fissa al 31 dicembre 2021 il limite massimo entro cui poter richiedere lo sconto in fattura o proporre la cessione del credito per le spese sostenute, la recente approvazione del Pnrr e il via libera alla prima tranche di finanziamenti permetterà al governo di inserire la proroga delle due formule fiscali in un nuovo decreto. L’ammontare complessivo delle risorse previste per il rifinanziamento completo della misura, infatti, tra Pnrr e Fondo complementare, prevedeva uno stanziamento di oltre 18 miliardi di euro.

L’agevolazione studiata dal governo era considerata strategica per rispettare gli obiettivi indicati in sede europea e il superbonus rappresenta una delle principali proposte progettuali all’interno del Pnrr, per questo la risposta del Consiglio dell’Unione Europea era quantomai attesa e il governo non tarderà ad aggiustare i termini per il trattamento della moneta fiscale in caso di proroghe.

Per quanto concerne il nuovo calendario relativo ai lavori, invece, il Dl 6 maggio 2021, numero 59, stabilisce che la proroga del superbonus viene confermata per i condomini e gli edifici plurifamiliari al 31 dicembre 2022 ma, per questi ultimi, con l’obbligo di arrivare a un SAL (Stato di Avanzamento Lavori) di almeno il 60% entro il 30 giugno.

Potranno quindi allungare i tempi dei lavori fino al 31 dicembre 2022 i condomini e gli enti, ma anche i privati proprietari di immobili da due a quattro unità abitative, ma solo se, in quest’ultimo caso, al 30 giugno 2022 avranno realizzato almeno il 60% del progetto edilizio. Proroga di sei mesi, invece, per le sole unità abitative unifamiliari, al 30 giugno 2022.
La proroga del superbonus viene confermata per i condomini e gli edifici plurifamiliari al 31 dicembre 2022 (in quest’ultimo caso solo con un Sal (Stato di Avanzamento Lavori) di almeno il 60% entro il 30 giugno 2022.

Più tempo viene dato anche agli Istituti autonomi di case popolari ed enti simili, che avranno a disposizione in generale ulteriori 6 mesi. Per loro, infatti, la scadenza della misura inizialmente fissata al 31 dicembre 2022 è prorogata al 30 giugno 2023 e, se entro questa data raggiungo un SAL di almeno il 60% allora la misura si estende ulteriormente al 31 dicembre 2023.
La questione è di quelle sostanziali e potrebbe dare l’idea di come l’incentivo per la ristrutturazione e la riqualificazione degli immobili resterà in futuro, anche se in tal senso niente è definitivo. per ciò che riguarda l’esecuzione dei lavori il nuovo atto rispetto alla norma e al suo perdurare nel tempo è stato scritto con il decreto legge 6 maggio 2021, numero 59 convertito in legge a giugno e pubblicato a luglio in Gazzetta Ufficiale. Il decreto contiene le “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” e tocca anche il superbonus 110%.

FONTE: L’Eco di Bergamo – Bonus Casa

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